La nostra storia

Complesso Bandistico Norcia antico

Guardare il Complesso Bandistico “Città di Norcia” è come guardare a due secoli di Storia di Norcia. Proprio così, la storia di questa nostra bellissima Città è stata negli ultimi duecento anni cadenzata proprio dalla squillante musica della nostra Banda musicale.

A Norcia correva l’anno 1806 e due appassionati dell’Arte musicale che rispondevano ai nomi di Ferdinando Margiotta, dipendente comunale con mansione di “Trombetta”, e Andrea Massaccesi Landolfi, di professione, “Coppaio”, dettero il via alla Storia della nostra gloriosa Banda.
Proprio di quell’anno è il primo riferimento ufficiale della nostra Banda: una lettera scritta dal Gonfaloniere di Norcia all’Abate Generale dell’Ordine dei Celestini che all’epoca gestivano la Basilica di San Benedetto. Il Gonfaloniere si lamentava del fatto che i Monaci non avevano dato sufficiente importanza proprio alla “musica”, nella festa del nostro Santo Patrono Benedetto. In quell’anno, infatti, i Monaci erano stati sollevati, dal Municipio, di tutta una serie di spese, ed in tal modo si sarebbe permesso di provvedere meglio alla preparazione della musica durante le processioni della vigilia e del giorno 21 e del pontificale in Chiesa. Al contrario..(…) il monastero e i monaci vogliono godere di quanto li ha graziati il Pubblico e quanto annualmente li passa in denaro e per la musica pretendono spendere non più di Scu. R. 20, come hanno fatto in quest’anno con far venire una sola voce e dare una ricognizione al Maestro di Cappella, all’orchestra ed alla tenuissima musica della città (…)”.
Tenuissima musica della Città, così venne definita la nostra Banda, nel 1806, dal Gonfaloniere.
All’inizio non era proprio una Banda così coma la conosciamo oggi, cioè un’Associazione strutturata con un Consiglio Direttivo, con un Presidente e con un Maestro Direttore. Era piuttosto un insieme di cultori della musica, che eseguivano sporadicamente servizi retribuiti dal Comune. Servizi che per tutto il periodo che va dal 1806 fino al 1859/1860 erano essenzialmente (per non dire totalmente) festività di carattere religioso e poco più (ultimi tre giorni di Carnevale).
Subito dopo la Battaglia di Castelfidardo (18/9/1860) oltre a cambiare regime (da Pontificio a Regno Sabaudo), si cambia repertorio. Dopo 50 anni di lento incedere si iniziò a marciare con andatura cadenzata. Si cambia anche la Direzione della Banda che vede giungere il Maestro Prof. Pagliari Luigi che nei 26 anni di lavoro imposterà la Banda nella veste che conosciamo ancor oggi.
Varie sono le denominazioni che ha avuto la Banda dall’origine sino al 1952 anno in cui prenderà il definitivo nome di Complesso Bandistico “Città di Norcia”. Si passò da Società Concertisica a Concerto Nazionale da Concerto Civico a Concerto Cittadino e per finire da Concerto Dopolavoristico a Complesso Bandistico “Città di Norcia”.

Dal 1806 sino ad oggi la Banda di Norcia seppur con diverse denominazioni e con diverse strutture organizzative ha sempre prestato i suoi regolari servizi. E’ mutato il quadro socio-politico ma la Banda è sempre stata ligia al suo dovere di raggrerare o solennizzare le varie ricorrenze; non badando se la ricorrenza era la Processione penitenziale per la mancanza di pioggia o la Festa dello Statuto Albertino, se era la Festa della Madonna delle Grazie o la Marcia su Roma, se era il Genetliaco del Re della Regina o del Principe ereditario o la Festa della Repubblica, se era la Festa dell’Uva o il 1° Maggio.
La Banda è passata attraverso tutto e con tutti. Dagli anni dell’occupazione Napoleonica alla Restaurazione Pontificia, dall’arrivo dei Piemontesi a seguito della Battaglia di Castelfidardo sino alla “Grande Guerra del ’15-’18″ dalla Marcia su Roma sino all’8 settembre del 1943; dal 17 giugno del 1944 sino a oggi.
Dittatura Imperiale Francese, Potere Temporale della Chiesa, Regno Sabaudo, Dittatura Monarco-Fascista, Repubblica, tutto è mutato in questi 200 anni ma la Banda di Norcia è sempre qui con noi.
E allora possiamo dire con tutta sicurezza ma anche con grande orgoglio che il “Complesso Bandistico Città di Norcia” è la più antica Istituzione Culturale che la Città di Norcia può vantare. Tutte le altre hanno avuto vita breve, seppur con alti picchi.
L’interesse cresce se andiamo a ricercare il perchè della longevità dell’Istituzione Banda Civica. Senza andare a ricercare analisi socio-politiche che ci porterebbero lontano e forse fuori strada pensiamo di centrare il vero se diciamo che la forza della Banda sta proprio nel fatto di rappresentare essa stessa Norcia. Se semplicemente scorriamo l’elenco di coloro che hanno dal 1806 prestato la loro arte nella Banda, come componenti effettivi, si scorre l’anagrafe di Norcia. Ci sono tutte o almeno la stragrande maggioranza delle famiglie dell’Urbe, (Case Sparse, tranne rare eccezioni non ha avuto mai l’incidenza della Città). Ci sono famiglie che hanno dato nei due secoli di vita del Concerto Cittadino, via via due, tre, quattro, fino a sedici (dico 16) elementi alla Banda. Vere e proprie dinastie di Musicanti: gli Allegrini, i Bucchi, i Casciolini, i Ciani, i Civitenga, i Coccia, i Falzetti, i Gentili, i Lanzi, i Lucci, i Marignoli, i Morelli, i Moretti, i Nicolanti, gli Ottaviani, i Pacifici, i Pagliari, i Recchi, i Salvatori, i Trincia, i Valesini, i Veneri, solo per dire i più numerosi.
Oggi la Banda si è evoluta in Complesso Bandistico, è in verità una vera e propria Orchestra che non si limita più a “portare” l’Opera o la Musica Classica dal Teatro alla piazza ma esegue pezzi di musica specificatamente scritta ed ideata per Complessi Bandistici. Anche in questo c’è stata un’evoluzione: da pezzi d’opera “adattati” alla Banda a pezzi “specifici” per Banda.
L’ultimo pensiero è rivolto a tutti i Maestri Direttori d’Orchestra, titolari, interinali o facenti funzioni, che nei due Secoli si sono succeduti nella direzione della nostra Banda, a loro si è dovuto nel bene e nel male il nascere, lo sviluppo, il lustro dell’Istituzione stessa.

Al Presidente che attualmente è in carica, al Maestro Direttore, a tutti i Musicanti e Allievi una sola raccomandazione, …siate sempre orgogliosi della storia che rappresentate.

Alessandro Severini Perla

 

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